giovedì 25 novembre 2010

Prima di dormire



Dalla finestra luce arancio
che debole rischiara la stanza
ed io tra le lenzuola spio il buio
cercando un'idea risolutrice.
Trovo solo i rumori della notte.
Una moto, qualche auto e delle voci
di chi cerca di vivere più lungo.
E mi affanno alla ricerca perso nel materasso
e giro e mi rigiro e guardo fuori.
Penso e poi sparisco per ritrovarmi la mattina.

mercoledì 24 novembre 2010

Essenza di una citta'



ha visto figli e ne partorisce di nuovi
ma ferma mai stanca
donna imperiosa che culla chi la ama
difetti chi non ne ha
lei molti come me
ma lei deve solo far vivere
io devo suo ospite innamorato
io le rubo scorci e colori
mi nutro della sua fecondità'
bevo del suo latte come già' i fratelli
e lei mi cinge con un abbraccio di mille genti
ogni giorno una scoperta
una nuova vista della stessa
lei rumorosa che parla tutte le lingue
e nasce una melodia che rasserena lo spirito curioso
ora sotto uno dei tuoi figli di pietra più' belli 


Pioggia



Cadono dal cielo gocce di malumore
momenti di malinconia raccolti in pozze
in cui la città' intrisa di noia si rispecchia.
Cammina l'uomo senza ombrello
e si lascia appesantire dalla pioggia
che spegne la passione nelle vene.
Lacrime di chi ha esaurito le proprie
ora tornano prepotenti dal cielo
e non rimane che aspettare il sole.

Amore rinnegato



Inutile rinnegare il volto
dolce e malinconico,
rogo di passione spento
dalla codardia dell'uomo
scoraggiato e stolto.
Lui che ha perso
quell'anima profonda
che lo sguardo gli rivelava.
Ora piange silente
e dice di non aver amato
ma non si può mentire
se davanti alla specchio
siamo soli.

Pena dell'alma



Non posso dimenticare
lo sguardo triste di chi è stato ferito
per amore, che pure c'era.
Vorrei ancora avere quel calore
dolce e protettivo del suo corpo
nelle sere clandestine.
Sfiorarle morbide e rosee
e preso dall'istinto vivo
concedermi alla passione.
Vorrei gustare ancora
la pelle pallida e delicata
che toccavo ansimante.
Poi ridere con occhi pieni
di voglia di stare insieme
quelli stessi che ho reso tristi.
E ora sembri aver ritrovato
un sorriso senza di me
ma io non gioisco
perché vorrei essere li. (con te)

Cos'è il Roboliere?

Questa "robe" non aspira a confrontarsi con poeti capaci, non ne ha la presunzione. Raccontano dei momenti, in cui la mente è ispirata da situazioni temporalmente limitate, che aiutano in qualche modo a sopportare una quotidianeità problematica. Momenti di tutti i giorni, momenti di molti. Un viaggio in treno, in tram o una passeggiata, diventano un suggerimento per la riflessione di qualcosa che va al di là del raggiungimento di una meta. Sono momenti analizzati nella condizione di solitudine. Solitudine effettiva e solitudine relativa. La prima è il trovarsi soli in una stanza e dover confrontarsi solo con se stessi. L'altra è estraneamento dall'intorno. Immaginare di osservare il tutto attraverso una bolla e riempirla di pensieri fino a farla esplodere, ricadendo tra la gente. Questi momenti sono la necessità personale di trovare un escamotage per somatizzare gli aspetti negativi del vivere, ma anche, per interiorizzare delle intuizioni positive. Servono anche a impremere nella memoria le sensazioni percepite in esperienze piacevoli o spiacevoli e non solo a ricordare il fatto in se per se. Ora non voglio dilungarmi anche perchè non c'è molto da aggiungere.